Napolitano bis: una sconfitta istituzionale
L’incapacità di 1000 persone di trovare una quadra decente è stata incredibile. Una carica settennale non può essere bissata: Napolitano avrebbe dovuto dire no, e lasciare il cerino in mano agli inutili idioti.
Ho tifato Rodotà: un giurista di livello europeo, pioniere dei new commons e redattore dei referendum sull’acqua. Una scelta di apertura alla società civile e una risposta alla richiesta di cambiamento.
Per capirci, esattamente l’uomo che Grillo voleva che noi *non* votassimo. Ovviamente l’incapacità strategica, insieme alle divisioni interne hanno fatto si che proponessimo:
prima Marini – in nome di un accordo inviso all’elettorato:
poi Prodi – cambiando completamente campo – facendolo scandalosamente affondare ;
infine Napolitano – ritornando sulla strada dell’accordo.
Se non ho ancora capito perchè no Rodotà (imho le considerazioni sui 4 vitalizi fatte dal Sen. Moscardelli sono risibili) è ancora più incomprensibile il no a Prodi. Per costruire il partito è necessario partire dalle motivazioni dei 100 franchi tiratori (quasi non mi interessano i loro nomi).
Un tempo si diceva Cui prodest. Oggi forse è più chiaro.
PS:
Sui roghi di tessere PD: le tessere non si strappano, si usano ai congressi.
Sull’indignazione della “base”: i parlamentari latinensi li hanno votati i latinensi alle parlamentarie e personalmente le loro scelte sono state in linea con la loro storia.
Sull’accordo col PDL: contrarissimo, ma se doveva essere meglio Marini di Napolitano.
ShareApril 28 2013 | Politica | No Comments » | 43 views
Lo scandalo Tobin Tax
Dopo l’approvazione della Tobin Tax, nel compiacimento generale di sostenitori e detrattori storici, a qualcuno – pochi in verità – qualcosa non tornava.
Mentre i proventi della Tobin Tax sarebbero andati a sostenere le economie dei paesi del terzo mondo, questa qui serve a rimpinguare le casse di un Europa incapace di trovare una via d’uscita politica alla crisi.
Un continente che si guarda l’ombelico da più di 10 anni, con paesi che auspicano nuovi isolazionismi, privo di idee e incapace di leadership e di aiuto – a meno che non si parli di guerre.
L’impressione è pessima.
ShareMarch 24 2013 | Politica | No Comments » | 130 views
Occhi aperti sul Piano Particolareggiato R6
Il 3 ottobre alle 18 verrà presentato dal Comune – presso la Curia Vescovile – il Piano Particolareggiato per l’R6.
Se nel comunicato stampa si promette la risoluzione di annose questioni del quartiere, molti cittadini temono una pioggia di cemento su una zona che non può reggere l’impatto di ulteriori abitanti.
Senso unico via Isonzo/via Verdi e miglioramento della viabilità, ciclabilità dei collegamenti verso il centro, riorganizzazione delle aree verdi e delle aree commerciali in zona Majorana. Nel piano troveremo una risposta a questi problemi ?
Oppure ci aspettano:
- svendite dei terreni comunali,
- finte piste ciclabili che non aiutano una viabilità alternativa,
- parcheggi interrati a prezzi stratosferici (quelli esistenti sono in vendita da anni),
- palazzine che insisteranno sulle già intasate strade esistenti?
La risposta questo mercoledì alle 18.00 nella Curia – l’ultimo souvenir urbanistico lasciato dal Comune al nostro quartiere.
Pace a tutti,
R.
October 01 2012 | Politica | No Comments » | 362 views
Attenti al costume!
Ad Aurora (USA) un pazzo coi capelli da Jocker ha ucciso 12 spettatori del film Batman. Il soggetto aveva un fucile d’assalto comprato a un banco dei pegni.
La risposta è stata dura e intransigente: vietato mascherarsi all’entrata dei cinema.
ShareJuly 27 2012 | Politica | No Comments » | 233 views
IMU light? Si ma solo per i costruttori.
Pare che con l’arrivo dell’IMU diversi locali commerciali invenduti si siano magicamente trasformati in box auto. I maliziosi sostengono che il provvedimento faccia risparimare bel po’ di soldi di IMU alle società immobiliari.
Mah, sempre a pensar male….
ShareJuly 04 2012 | Legalità and Politica | No Comments » | 317 views
Doppi incarichi, le ragioni di Pannone
Giuseppe Pannone è il primo dei non eletti al Consiglio Provinciale. Ma dovrebbe stare nell’assemblea già da qualche anno.
Infatti lo statuto PD non permette doppi incarichi. E in consiglio provinciale siede da tempo un sindaco (Eligio Tombolillo) e da poco un assessore (Enzo Eramo).
Chiaramente non è la poltronite la malattia che affligge due specchiati compagni come Tombolillo ed Eramo. Lo scranno provinciale conta ben poco. Ma la difficoltà di spiegare ai loro cittadini che Sezze e Pontinia debbano perdere un rappresentante in provincia. Che questo “abbandono” possa essere usato dalla destra contro di loro.
E’ importante però che Enzo ed Eligio dicano ai loro elettori che i nostri consiglieri provinciali – quelli che ne sono rimasti almeno – non credono alle battaglie di campanile, e che avessimo pure un solo eletto egli rappresenterebbe tutti i territori della provincia, come ogni nostro parlamentare rappresenta l’interesse della nazione intera.
Spero quindi che - a prescindere dalle discussioni delle varie commissioni di garanzia di questi giorni – i nostri compagni diano il buon esempio. E che le travagliate vicende provinciali di questo partito possano finalmente prendere la giusta piega: quella delle regole. Che si discutono, si amano o si detestano. Ma si rispettano.
ShareJune 26 2012 | Politica | No Comments » | 447 views
Volunia – oltre la superficie
Volunia è un motore di ricerca lanciato il 6 febbraio da uno dei più stimati informatici italiani, Massimo Marchiori.
La presentazione è andata male:
- in italiano;
- iniziata in ritardo;
- piena di interventi istituzionali;
- con un problema al proiettore;
- e una regia pessima.
Buona parte dei commentatori (e dei tweet) imho si è fermata lì. Io vorrei andare un filo oltre.
= Second Life del web =
L’idea di base è che Volunia sia un Second Life del web – che forse sarebbe
meglio implementato DENTRO un browser che come sito framed esterno.
Volunia crea delle sitemap simili a cittadine di sim-city. Le pagine
principali vengono visualizzate come palazzi. Più persone visualizzano una
determinata pagina, più Volunia mostrerà alto il “palazzo” corrispondente.
Questa immagine mostra la sitemap – sopra ogni area del sito è indicato il
numero di utenti attivi.
L’idea alla base quindi non è quella di cercare una keyword su N siti, ma di
aiutare l’utente nella navigazione.
Altra feature è la possibilità di chattare con altri utenti presenti su quella
pagina e di connettersi con loro (tipo friendship).
Ecco spiegata la similitudine con SL: invece di andare in giro in un mondo
virtuale col nostro avatar, qui si naviga per siti veri entrando in contatto
con persone che condividono i nostri interessi.
= Mantellini, Pandemia co =
Sono condivisibili tutte le critiche – la grafica, l’epic fail della
presentazione, i risultati del search engine fatti notare da Pandemia (ma è
poi una colpa così grave se il sito di Luca Conti non appare per primo tra i
risultati della ricerca?
).
Mantellini mette in discussione le basi della ricerca social sentenziando “Un
nuovo Pagerank illuminato non potrà essere composto mediante i consigli dei
nostri amici. Non abbiamo amici abbastanza intelligenti”.
Selezionando gli amici sulle pagine web che ci interessano – anzichè importare quelli reali – potremmo aggirare la perplessità di Mantellini, mentre per quelle di Conti toccherà aspettare un
bel po’
= Si, ma può volare? =
Volunia potrebbe ritagliarsi un ambito o essere acquisita (eg per la storia delle mappe). Dipende da come si risolveranno questi punti:
* mappe – sono utiil: diventa semplice orientarsi anche su un portale ricco di contenuti come imdb.com. Siti diversi vengono mappati in maniera coerente, evitando lo sforzo di cercare una cosa.
* chat – è interessante la possibilità di connettersi con altri visitatori di un sito. Attualmente fb ha creato un magma unificante
dove commentare il web, ma richiede che i siti siano integrati col social
network. Altri knowledge aggregator tipo Quora o StackOverflow sono
piattaforme indipendenti 2.0. Credo che questo sia il campo più interessante
dove sviluppare Volunia.
* privacy – è fondamentale capire quante “briciole digitali” gli utenti
saranno disposti a lasciare pur di usare Volunia. Facebook ha scommesso sul
“tante” e fin’ora ha vinto. Gmail pure. Questo dipenderà dal valore aggiunto
che Volunia riuscirà a generare per gli utenti (punti 1 e 2).
* costi – a prima vista mi pare che il “gioco” Volunia a livello elaborativo
sia decisamente più pesante di un engine tradizionale. Quanto peserà questa cosa?
* usabilità – grafica bocciata: navigare dentro una finestra non mi pare il massimo. Volunia
starebbe bene come add-on…o come qualcosa di “trasparente” da tirar giù
all’occorrenza (eg. mostra mappa/chat).
February 14 2012 | Comunicazione and Sviluppo | No Comments » | 564 views
Polli vs Pollock – Scherzi di cattivo gusto
Parole sante quelle di Jean Clair – già direttore della biennale di Venezia – sull’arte contemporanea e sul ruolo della critica d’arte. Ma valgono doppio se vengono da un insider.
La conclusione – applicabile all’arte in generale – è che
Poco importa[va] l’ oggetto: era la sua esposizione, la sua messa in valore, il modo di fotografarlo, le parole per descriverlo che lo facevano esistere, non il suo valore intrinseco
Illuminante la storia della critica – dai “giudici d’arte” dell’età Moderna all’inizio della critica dopo la Rivoluzione Francese. E del parallelismo tra la critica del ‘900 asservita ai regimi e quella attuale imbrigliata dal mercato.
La critica non ha più posto nella divulgazione di un’ arte che è ridiventata un’ arte ufficiale e di culto [...]
E poi pure per l’arte “borghese” diviene formalista
quale critico avrebbe osato, negli anni ‘ 30, criticare le forme dell’ avanguardia, che nel frattempo erano diventate delle formule? Chi avrebbe osato criticare la doxa del cubismo,o [...] Mondrian? [...] il critico [..] era [...] colui che forniva le formule, i programmi. Impone le parole d’ ordine, le formule, i manifesti e all’ artista di ubbidire.
…negli anni ‘ 90, quando l’ impostura divenne ancora più evidente, si inventò il termine di “arte contemporanea” [...] che fa sì che Jeff Koons sia più “contemporaneo” di Botero – quando in realtà sono entrambi ugualmente kitsch
E la costruzione del mercato dell’arte – basato sulle tre figure: il critico, lo storico e il mercante. Un “italian job” che diviene una macchina consolidata.
Il critico ridiventò [..] il personaggio centrale di questa manipolazione. C’ era bisogno di una operazione [...] perché la sua parola assumesse la forza di un dogma [..] aggiungendo [...] due figure essenziali: lo storico d’ arte e il mercante. Il mercante è quello che fornisce la mercanzia, lo storico d’ arte colui che ne attesta la provenienza. Al critico non resterà più che autentificarne la qualità e tentare di descriverla con le sue parole.
E quindi mi sento di dire, con tutta la consapevolezza del caso, che le opere di Jackson Pollock sono una cagata pazzesca.
ShareFebruary 12 2012 | Arte | No Comments » | 1,244 views
Zucconi vs Linux – Cotoletta Journalism III
Ok, è partita ufficialmente la guerra “Roberto Polli” vs “esperti di informatica sul web”.
Vittorio Zucconi, sul suo blog scrive:
Per il sistema operativo Android basato su Linux e dunque aperto alle infiltrazioni di “malware”, di software malvagio scritto per danneggiarne il funzionamento, Google ha lanciato ieri il “Bouncer” [...] un programma sentinella che deve sorvegliare le nuove app
Ovviamente la causalità tra Linux e malware è una castroneria spaziale. Alle critiche Zucconi risponde dichiarando di non capirne molto di sistemi operativi, di aver letto un articolo di Reuter (che però parla di Blackberry) e che alla fine il suo articolo non voleva entrare nel merito dei sistemi operativi ma parlare d’altro.
Ma il lavoro del giornalista è informare. E basarsi sui fatti. Disinformare con la scusa del “fàmo a capìsse” è #fail. E ancora peggio è non capire d’aver toppato clamorosamente.
ShareFebruary 08 2012 | Comunicazione | No Comments » | 434 views
Posto fisso, chiodo fisso
Meno male che la polemica sulla noia del posto fisso ci salva dalla noia mortale delle news sulla neve.
Innanzitutto noto che c’è molta confusione sul posto fisso. Confusione, molta confusione, da parte di tutti.
Si confonde il posto fisso col contratto a tempo indeterminato: sono due cose diverse. Innanzitutto perché è auspicabile che il cambiare lavoro sia una scelta
L’art.18 sancisce che per licenziare uno devi avere un motivo. La sua abrogazione cambia qualcosa solo nelle grandi imprese manifatturiere -
che comunque non mi sembra abbiano avuto problemi a mettere alla porta i dipendenti tramite cessione di rami d’azienda, outsourcing e delocalizzazioni.
Per le altre potrebbe essere un rimedio all’atavica incapacità di recruiting delle imprese italiane – che continuano ad assumere parenti, congiunti di politici e manager pubblici. O per penalizzare i dipendenti che reclamano i loro diritti. Prepariamoci quindi – data sempre l’incapacità dei manager delle “fabrichette” a gestire il personale – all’aumento di temperatura dei climi aziendali.
La verità è che il mio contratto a tempo indeterminato mi permette di pianificare il futuro. Senza non ho accesso al credito. Questo non vuol dire che lavorerò sempre nello stesso posto!
E vediamo quindi al problema vero: chi sono i veri tutelati? Chi campa di rendita e senza merito?
Sicuramente molta imprenditoria e finanza italiane. Prendiamo il Michael Martone – figlio di Martone. Prendiamo la Fornero, moglie di Deaglio di destra, che è pure fratello del Deaglio di sinistra.
Non dico che poi non siano bravi: ma che sono sempre loro.
Come Bush padre e figlio, Romney padre e Romney figlio, Kennedy padre (l’ambasciatore) e Kennedy figli, fratelli, cugini. Hillary
moglie…la famiglia è importante non solo in Italia.
In questo mondo bloccato dal familismo, l’Italia sta peggio degli altri. E la competizione si sposta dal management – che tanto non
cambia – al costo del lavoro.
Più che di art.18 dovremmo mettere mano a un antitrust familiare.
Pace,
R.
February 06 2012 | Lavoro and Sviluppo | No Comments » | 415 views
